domenica 14 giugno 2015

Mafia Ridens nella montagna di libri di Dedalo Festival 2015

Raimondo Moncada nel paese natale di Raimondo Moncada. Sì, proprio così. Ma chiariamo subito. Il secondo Raimondo Moncada, detto anche Guglielmo, è il nobile che ha ispirato il romanzo di Andrea Camilleri “Inseguendo un’ombra”, edito da Sellerio, e il libro di Angela Scandaliato e Licia Cardillo Di Prima "Flavio Mitridate. I tre volti del cabbalista" pubblicato da Dario Flaccovio editore. Il primo Raimondo Moncada, detto anche Raimondo, è l’autore del romanzo “Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca) edito sempre da Dario Flaccovio editore.

Cosa hanno, dunque, in comune i due Raimondo Moncada? si chiederà il paziente lettore riuscito ad arrivare a questo punto del testo. 

Una domanda lecita come lecito dovrebbe essere l’istituzione di un’apposita commissione di studio per dare una risposta alla lecita domanda. In attesa di ogni lecito esito, possiamo solo dire, adesso e con certezza, che il primo Raimondo Moncada è stato testé invitato a partecipare alla prossima edizione del Dedalo Festival di Caltabellotta, l'originale e oramai affermata e apprezzata rassegna di arti libere ideata e diretta dall'eclettico e bravissimo musicista Ezio Noto. 


Raimondo Moncada, parliamo ancora del primo, pur avendo nel suo curriculum esperienze musicali, non è stato invitato per le sue doti canore e sonore (fin da piccolo ha imparato a fischiare e a fare le pernacchie, cosa non così alla portata di tutti). Raimondo Moncada il Primo è stato invitato a presentare il suo libro, “Mafia Ridens” a una iniziativa collaterale, ma sempre collegata alla manifestazione principale. Per capirci, la notizia l’ha lanciata la pagina ufficiale di Facebook dell’organizzazione, con la pubblicazione della copertina del libro di Moncada e la comunicazione: “Dove il buon giorno si sente dal mattino” una montagna di libri al Dedalo Festival 2015 – 31 luglio e 1 agosto – Dedalo Festival Caltabellotta

Felice il Moncada, il primo Moncada, che ha postato su Facebook la propria soddisfazione: “Al Dedalo Festival, tra cultura, cultori, culturisti, musica doc e sunati dark
Chissà se verranno i parenti del Moncada, parlo del secondo Moncada, l’avo nato intorno al 1450 proprio a Caltabellotta? Perché il primo Moncada è nato ad Agrigento. Sia chiaro. Lo sapremo alla Montagna di Libri. E se i parenti dell'avo non andranno alla Montagna, sarà la Montagna ad andare dai parenti bussando alle porte di ogni Moncada

Insomma, si è capito, sarà un Dedalo Festival senza pace, molto movimentato, una edizione che già si annuncia straordinaria, ricca di eventi e di personaggi. Si sentirà tutto il mistero, la storia e il profumo di Sicilia. Saremo tutti a Caltabellotta ad abbeverarci alla fonte dell'arte, e a fare pace con noi stessi. 

iliubo 

Tratto dal blog www.iliubo.blogspot.it 


sabato 16 maggio 2015

"Mafia Ridens" il Salone del Libro di Torino legge e ghigna



"Uno dei titoli più belli che abbia mai partorito è qui al Salone del Libro con me: Mafia Ridens. E la gente lo prende, lo legge e ghigna e poi lo compra!" 
Basta questo post dell'editore, Enrico Flaccovio, con un tag all'autore, Raimondo Moncada, a scatenare i "mi piace" su Facebook
E l'autore, colto di sorpresa dall'inaspettato ma gradito messaggio di soddisfazione e da cotanta condivisione di gioia, a rispondere all'astag di accompagnamento dell'editore che ne ha curato in ogni minuto dettaglio le varie fasi della pubblicazione: #satisfescion
A corredare il post, una foto scattata dallo stesso Enrico Flaccovio nel cui profilo ci sono altre foto come la seguente.

"Mafia Ridens (ovvero il giorno della cilecca) al Salone del Libro di Torino, edizione 2015 - risponde Raimondo Moncada -. L'ennesima dimostrazione che è internazionale. La Sicilia che sa anche prendersi in giro con amarissima autoironia. Sempre vivi ed eterni. Grazie a Dario Flaccovio Editore". 

Ed è davvero una grande soddisfazione essere presenti a questa manifestazione, che ospita il meglio dell'editoria italiana e internazionale. Ed è bello sapere che si legge, nonostante la crisi e la profonda trasformazione dell'editoria al bivio tra digitale e cartaceo. 
"Prendo il primo carretto siciliano e vengo, Enrico -  annuncia al mondo l'autore sul proprio profilo Facebook -. Perderò un po' di tempo sulla Palermo-Catania. Ma arriverò al Salone del Libro di Torino. Prima o poi"
Raimondo Moncada non si limita a questa interazione. Leggiamo altre risposte a chi si complimenta. 
"Grazie, amici. Stiamo sbancando il Salone del Libro di Torino. Ora cominciamo a dare seriamente fastidio ai grandi". 
Enrico Flaccovio aggiunge una piacevole e sentita chiosa al suo intervento da Torino: "Grazie a te, Raimondo. Lavorare al libro è stato uno spasso". 

giovedì 15 gennaio 2015

Siciliane mafiose, olandesi bone

“Puoi esserti diplomato all’università della Legalità con il massimo dei voti, la lode e il bacio in bocca con la lingua. Non c’è nulla da fare: il siciliano, per il solo fatto di essere nato in Sicilia, è mafioso e basta. La mente umana, per pigrizia, tende a generalizzare. I siciliani sono così tutti mafiosi come gli africani sono tutti venditori di accendini e le olandesi sono tutte bone e te la danno con faci­lità”.

Citazione tratta dal romanzo


Dario Flaccovio Editore 


Post Scriptum 
Questo blog porta avanti la battaglia sociale: "Morte al pregiudizio, tranne a quello olandese".  

martedì 13 gennaio 2015

Gramellini: La differenza tra riso e sorriso? Il peso

“Ridere e sorridere sono gesti diversi, quasi opposti. Due mondi. Si ride con la pancia, si sorride con la testa. In casi più rari, col cuore”. È l’incipit di un articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa da Massimo Gramellini, giornalista, autore di diversi libri tra cui il romanzo Fai Bei Sogni (Longanesi) che tanto successo ha riscosso.  

Massimo Gramellini dà una sua chiave di lettura del celebre sorriso della Monnalisa nel celebre quadro di Leonardo: “Ho cercato tanto in giro il suo sorriso, trovandolo di rado, forse per colpa dei miei occhiali”. 

Parla poi della comicità di Totò e Alberto Sordi e dei film di Woody Allen. Per Gramellini è stato di “grande insegnamento” la visione de “La dea dell’amore”: “Un susseguirsi esilarante di battute fini per le quali in sala mi sembrava di ridere, o sorridere a voce alta, soltanto io. Ma appena Woody chiese alla prostituta Mira Sorvino se per caso fosse nata a Vaccopoli, dei tizi dietro di me esplosero in uno sghignazzo irrefrenabile”.  


Chiude, quindi, con questa riflessione: “Mi sono cacciato in un sentiero pericoloso: il sorriso come esclusiva degli snob esangui e acculturati, mentre i barbari affrontano la risata di petto, proprio come la vita. In realtà il sorriso sarebbe ben poca cosa, se fosse solo un tic intellettuale. Invece è uno scudo con cui deviare i colpi del destino. Sapere sorridere di se stessi è un calmante e al contempo un antidepressivo. Se la risata rappresenta uno sguardo critico o liberato sul mondo, il sorriso rimane anzitutto uno sguardo su se stessi. Un modo per ripiegarsi e rivelarsi. Diffidate dei tronfi che contrabbandano la pesantezza per profondità. La vera profondità, insegnava con l’esempio Italo Calvino, si raggiunge nella leggerezza, di cui il sorriso è l’immagine più autentica”.

La foto è tratta da Wikipedia

lunedì 12 gennaio 2015

Dostoevskij: Un uomo si giudica dal riso

Per conoscere un uomo bisogna studiare non il suo silenzio né il suo modo di parlare o di piangere o di infiammarsi alle idee più nobili, ma il suo riso. Se, per lungo tempo voi non avete potuto decifrare un carattere, e ad un tratto ci riuscite ciò è perché quell'uomo ride molto francamente. Allora tutta la sua anima vi si presenta come su una mano. Quell'uomo ride bene? Vuol dire che è un buon uomo. 

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

domenica 11 gennaio 2015

La civiltà della satira, Parigi 11 gennaio 2015

La libertà della satira. 
L’espressione della satira. 
L'intelligenza della satira. 
La sottigliezza della satira. 
I graffi della satira. 
La verità della satira. 
Il pugno allo stomaco della satira.
Le conquiste della satira. 
Il riso della satira. 
Il terrore per la satira.
Il coraggio della satira. 
Le armi della satira. 
La pervicacia della satira. 
Il bene della satira.
La sensibilità della satira. 
Gli amici della satira. 
Il popolo della satira. 
La civiltà della satira. 
L’Europa con la satira. 
Il mondo con la satira.
La pace con la satira. 



Parigi, 11 gennaio 2015

mercoledì 7 gennaio 2015

Dio, punisci i fanatici assassini e ridi in nome della satira


Dio, ferma e punisci i violenti, i fanatici assassini, chi ci toglie o ci vuol togliere il sorriso, chi fa del male anche in nome tuo, soprattutto in nome tuo. E fai sentire al mondo la tua bella risata. 

Dai! Fammela sentire! In nome della satira, in nome della vita, dono prezioso e unico che nessuno ha il diritto di toglierci, che nessuno ha il diritto di terrorizzare. 

Sì, fallo sentire a tutti che ridi, grandi e piccoli. Fai rimbalzare l'ilare eco in ogni continente, in ogni paese sperduto, tra le alte vette delle montagne, negli abissi degli oceani, nello sperduto confine dell'universo, dentro quei crani dove alligna la cieca follia. 

Stordiscici con la tua risata. Fai suonare e risuonare i nostri timpani a festa. Facci diventare per un attimo sordi come le campane. Contagia l'intera umanità con la tua divina risata, colpendo tutti, ma proprio tutti, senza distinzione di razza, di religione, di cultura, di ceto, di colore dei capelli, di numero di scarpe, di intelligenza, di stupidità. Contagia soprattutto chi non vuol ridere o non riesce a ridere. Colpisci prima me, mi raccomando, quando in quei momenti di malinconia ho il muso lungo e quando mi guardo allo specchio si rompe. Amen.  

Ascolti?
È una preghiera.  

Certo che, se non dovessi esistere, alla fine di tutto ci sarebbe solo da ridere. 

Raimondo Moncada