Un servizio su Radio Uno Rai di quattro minuti e mezzo e qualche frazione di secondo dedicati al romanzo umoristico Mafia Ridens (ovvero il giorno della cilecca), con un omaggio finale a Leonardo Sciascia e Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
Ecco il link dell’ultima puntata della trasmissione “La notte di Radio Uno”, l’approfondimento del radiogiornale Rai che ha tenuto incollate per una notte le doppie orecchie della Terra delle Due Sicilie e i tripli padiglioni auricolari delle Tre Italie (per non parlare delle orecchie dei due mondi collegate via satellite)
Lo spazio è stato curato dal giornalista Carmelo Lazzaro.
Nella traccia audio, siamo al 1h 16m 43s. Dulcis in fundo. Dopo di noi solo il grande musicista Pippo Pollina.
venerdì 11 aprile 2014
mercoledì 9 aprile 2014
Siamo a La Notte di Radio Uno Rai
Siamo tanto per cominciare e per gradire su Radio Uno Rai, la prima rete radiofonica dell’emittente di Stato.
Chi è stato?
È stato che ieri pomeriggio mi ha contattato la redazione de “La notte di RadioUno”, la trasmissione di approfondimento della testata giornalistica di Radio Uno Rai condotta in studio da Sandro Capitani.
“Siamo lieti di comunicarle…”
“A mia?”
“A tia, a tia!”
“E’ per caso per il canone?”
“No, per quello che ha scritto. Ci è piaciuto.”
La puntata di questa note de “La notte di RadioUno” è dedicata ai libri. Uno spazio sarà dedicato nientemeno che al mio ultimo libro, il romanzo umoristico Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca) pubblicato alla fine di novembre da Dario Flaccovio Editore.
Il servizio è stato affidato al giornalista siciliano Carmelo Lazzaro (un piacere e un onore per me).
La mia voce sarà irradiata dallo storico centro di produzione Rai di Saxa Rubra.
Felice di esserci, di parlare di libri, del mio libro, della mia Sicilia, della voglia di riscatto della mia terra attraverso la voglia di ridere e di prendersi in giro.
Appuntamento con i libri de “La notte di Radio Uno” Rai questa notte a partire dalla mezzanotte e trenta.
La trasmissione si potrà seguire in contemporanea da Bolzano a Lampedusa, ma col satellite anche in Sudafrica, in Sudamerica, in Sudaustralia, in Sudasia, in Suditalia.
A causa mia, il mondo non dormirà.
Raimondo Moncada
Raimondo in Rai per parlare di Mafia Ridens
In Rai! Raimondo su un canale Rai, la Radio Televisione Italiana. Domani.
Oggi è arrivata la chiamata. Notizia fresca fresca. Nelle prossime ore tutti i
dettagli.
Di sicuro si parlerà di libri.
Di sicuro si parlerà di Mafia Ridens (ovvero il giorno dellacilecca) il romanzo umoristico pubblicato da Dario Flaccovio Editore.
Di sicuro non starò muto e mi faranno parlare.
Di sicuro parlerò a viva voce.
Di sicuro è sicuro, va! Me lo hanno dato per sicuro,
quando mi hanno chiamato per nome, cognome, numero di telefono e numero di scarpe.
Di sicuro sono molto contento.
Raimondo Moncada
Sicuro di essere io?
giovedì 3 aprile 2014
Novant’anni fa nasceva il coprotagonista di Mafia Ridens
Oggi celebriamo Marlon Brando,
leggenda del cinema, anima del romanzo umoristico Mafia Ridens (ovvero il giorno della cilecca). La sua magistrale
interpretazione di don Vito Corleone nel film Il Padrino di Francis Ford
Coppola è al centro della svolta di Lillo, il celebre protagonista del libro
portato al successo internazionale da Raimondo Moncada.
Novant’anni fa, il 3 aprile 1924
nasceva, lui, Marlon Brando, due premi Oscar, al quarto posto nella speciale lista
delle leggende del cinema redatta dall’America Film Institute. Tra le altre sue
interpretazioni si menzionano: quella dello scaricatore di porto Terry Malloy
in Fronte del Porto; quella di
Stanley Kowalski in Un tram che si chiama
desiderio, quella di Marco Antonio nel Giulio
Cesare di Mankiewicz; quella dell’ufficiale Fletcher Christian ne Gli ammutinati del Bounty, quella del
vedovo Paul in Ultimo tango a Parigi
e quella del colonnello Kurtz in Apocalypse
Now di Francis Ford Coppola.
Marlon Brando ci ha lasciati dieci
anni fa, nel 2004, all’età di 80 anni. Oggi vive in Lillo il protagonista di
Mafia Ridens (ovvero il giorno della cilecca). Lo consideriamo più che un coprotagonista a tutti gli effetti.
domenica 16 marzo 2014
Calogerino messo in scena al Caffè Letterario di Licata
Vedere in vita, in carne ed ossa, i protagonisti delle tue opere è una emozione unica. Sono tue creature, sono i figli della tua immaginazione.
È una emozione che ho riprovato nel corso di una originale presentazione del romanzo Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca) al Caffè Letterario di Licata sabato 15 marzo 2014, giorno del mio compleanno.
Un autentico regalo, in un luogo magico, di cultura, circondato di libri e di splendide persone.
E dico grazie a chi ha voluto e organizzato questo evento: la poetessa, scrittrice e docente di Lettere al Liceo “Linares” Angela Mancuso, l’attrice e regista Luisa Biondi. E dico grazie a chi ha reso così unica la presentazione: gli allievi-attori dei Laboratori “Palcoscenico”, diretti da Luisa Biondi, che hanno dato un saggio della loro bravura e maturità recitando una riduzione del testo curata dalla regista, dando così voce e corpo a Calogerino, il protagonista del romanzo.
E dico grazie ai due titolari del Caffè Letterario per avere ospitato l'incontro: Giuseppe Patti e Alfredo Quignones.
Un bellissimo pubblico, sensazioni positive, attenzione, interesse, divertimento, momenti di seria riflessione alternati a babbio puro e a una interazione continua con Angela Mancuso (che ha condotto l’incontro), con Luisa Biondi (che ha diretto i suoi allievi nonostante la febbre), con i ragazzi dei Laboratori "Palcoscenico" che, dopo l’esibizione, mi hanno pure sottoposto a un serrato, ma piacevole, interrogatorio sul libro, su Calogerino, sulle mie esperienze. Mi hanno pure chiesto della mia autolaurea per sapere come ci si laurea senza andare all'università.
Per la prima volta ho anche assistito alla recita della mia biografia, dalla nascita fino alla nascita delle mie opere.
A Licata, persone speciali mi hanno fatto sentire una persona speciale. Alla domanda “come ci si sente alla sua età”, uno dei due titolari del Caffè Letterario, Alfredo Quignones, è entrato con una torta e una candela accesa da spegnere. E' finita tra gli applausi di un pubblico che ha tanto gradito il dolce dell'incontro.
Esiste solo una semplice, umile parola per tutto quello che ho vissuto assieme ai miei familiari: Grazie!
Raimondo Moncada
sabato 8 marzo 2014
Mafia Ridens, degustazione al Caffè Letterario di Licata
Prosegue il tour. Dopo la Mondadori di Palermo, il
festival della legalità di Montallegro, il carnevale di Sciacca, è la volta del
Caffè Letterario di Licata, la città di Rosa Balistreri, ma anche della
scrittrice e poetessa Angela Mancuso e dell’attrice e regista Luisa Biondi. E
sono proprio loro, Angela Mancuso e Luisa Biondi, ad aver voluto con forza una
presentazione a Licata del romanzo umoristico di Raimondo
Moncada “Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca)”
pubblicato dalla DarioFlaccovio Editore.
L’evento
è stato fissato per sabato 15 marzo 2014, con inizio alle ore 17. La location è
la stessa che ha visto il successo del precedente libro di Raimondo
Moncada ovvero “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas”:
il Caffè Letterario.
Non
una tradizionale presentazione, ma un avvenimento diverso, originale, intrigante,
coinvolgente, affidato ai ragazzi del Laboratorio teatrale “Palcoscenico”
diretto da Luisa Biondi.
Gli attori reciteranno una ragionata e divertente riduzione del romanzo curata dalla
stessa regista Luisa Biondi per cogliere lo spirito del romanzo e restituire
agli spettatori il cuore dei personaggi.
“Un
libro ironico, divertente, - scrive nell’evento Facebook Angela Mancuso – che
mette in ridicolo la sotto-cultura mafiosa”. La stessa poetessa e scrittrice così
si esprime in un commento lasciato sul sito internet della libreria on-line Ibs: “Si ride dalla
prima fin quasi all'ultima pagina. Un libro che sa coniugare una comicità
esilarante a un fondo umano e dolente. E' la storia di Calogerino, ingenuo
bambinone di 43 anni, che cerca un riscatto da una vita vissuta da invisibile e
da emarginato.E si mette in testa di diventare il più spietato boss che la
mafia più spietata abbia mai conosciuto. Solo che Calogerino è incapace di
uccidere perfino una mosca, e così il suo tentativo è destinato a far cilecca.
Ma nelle pagine finali, dopo che il lettore è stato trascinato per buona parte
del libro da una giostra di battute spassosissime, doppi sensi ed equivoci
farseschi dal ritmo incalzante, scopre il lato dolente di una vicenda che è
tutta dell'uomo moderno, e gioisce commosso al riscatto morale del personaggio”.
lunedì 3 marzo 2014
Mafia Ridens, D’Antoni: Ridere per prendere le distanze
“Ci sono tanti aspetti divertenti: il gioco di parole,
la presa in giro dei preconcetti, la commedia degli equivoci, il modello
raffazzonato di personaggi spassosi quanto improbabili”. Sono parole del
giornalista Massimo D’Antoni, pronunciate nel corso della presentazione del
romanzo umoristico “Mafia Ridens (ovvero il giorno della cilecca)”, al
Carnevale di Sciacca 2014, nel cui programma generale era un evento collaterale.
La presentazione
si è svolta, con successo di pubblico, all’interno del Circolo di Cultura di
Corso Vittorio Emanuele, alla presenza dell’autore Raimondo Moncada.
“Diventa esilarante nel libro – ha detto Massimo D’Antoni – il
tentativo di pretendere il pizzo finendo col pagare chi si voleva taglieggiare.
Ed è divertentissimo il ‘briefing’ durante il quale i due protagonisti,
Calogerino e Pasqualino, studiano le varie ipotesi di attività illecita da
compiere”.
Per parlare del romanzo pubblicato da Dario Flaccovio
Editore, Massimo D’Antoni ha cominciato la sua relazione citando due attori
straordinari, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, alla cui memoria è dedicato il
libro. D’Antoni è partito dal film “I due mafiosi” che Franchi e Ingrassia
girarono nel 1964, “in cui queste straordinarie icone popolari presero
sonoramente in giro la mafia”. Ma non possiamo negare, ha sottolineato Massimo
D’Antoni, che esistono personaggi in carne e ossa protagonisti di “scene
drammaticamente reali – in interrogatori o confronti processuali - in cui
vengono fuori situazioni irreali, perfino comiche”.
E’ chiaro che un libro come “Mafia Ridens”, ha detto
D’Antoni, “possa scriverlo solo un siciliano”. “Solo se lo scrive uno nato in
Sicilia il valore che la narrazione acquista è quello dell’ilarità. Immaginate se un libro simile lo avesse scritto un veronese o un toscano. Si sarebbe gridato allo scandalo perché non si sarebbe colto un aspetto essenziale,
quello dell’autoironia”.
Il protagonista del romanzo è quello che potremmo definire “u babbu du paisi”. “È un pazzo ben poco naif – ha spiegato D’Antoni – in possesso
dell’indole tipica di chi probabilmente fa il fesso per non pagare le tasse. E
a scanso d’equivoci l'autore ne vezzeggia il nome. Non Calogero, ché uno rischierebbe di
non capire, ma Calogerino che dopo aver visto il film ‘Il Padrino’ si
invaghisce del fascino di Marlon Brando e attribuisce alla mafia, ma
essenzialmente alla paura che della mafia la gente ha, il suo modello di
riscatto da anni di oblio, con un’anima assolutamente corrotta dalla
televisione e da una inoperosità organizzata in modo scientifico. Calogerino è
stanco di essere preso in giro e pretende il rispetto dovuto. Perfino i suoi
genitori lo scherniscono. E lui vuol diventare mafioso perché così gli altri lo
temeranno”.
Massimo D’Antoni ha concluso il suo intervento con due
domande: La mafia fa ridere? Si può ridere di mafia? Domande non lasciate in
sospeso.
“Io penso – ha detto D’Antoni – che si possa
ridere della mafia perché facendolo ridiamo di noi stessi e dei nostri difetti.
Il romanzo ‘Mafia ridens’ fa questo. Demolisce il totem mafioso ma al tempo
stesso demolisce la stessa società siciliana. Ridere della mafia corrisponde a
prenderne le distanze”.
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